A Roma

I rigori della povertà a Roma A Roma, Paola e le sue compagne conobbero i rigori della povertà e delle privazioni. Alloggiate in due stanzette sopra le scuderie Torlonia, nel Vicolo dei Santi Apostoli, condussero una vita austera, del tutto simile a quella dei più poveri della città papale. Ciò non impedì a Paola di slanciarsi fin da subito nell’opera, desiderosa di compiere tutto quel bene che sentiva “immenso e urgente”.
L’Opera di Santa Dorotea in sette parrocchie Istituì l’Opera di Santa Dorotea in sette parrocchie, dove si dedicava anche alla catechesi: Santa Maria Maggiore, San Giacomo in Augusta, San Bernardo, Santa Maria sopra Minerva, Santa Lucia del Gonfalone, Sant’Angelo in Pescheria e San Marco.
La Roma dei contrasti La Roma dell’epoca contrapponeva lo splendore delle sue chiese e dei suoi monumenti alle umili e tristi dimore dei quartieri popolari più degradati. Alla ricchezza e alla cultura dell’aristocrazia si contrapponevano la miseria e l’ignoranza delle masse. Tuttavia, dietro l’apparente sicurezza e il prestigio degli ambienti più raffinati, si celavano spesso dolorose miserie morali e spirituali.
Avvicinare ricchi e poveri Paola, sempre attenta al maggior servizio di tutti e pur confermando la sua preferenza per le bambine povere, che definiva la “pura immagine di Dio senza cornice”, comprese la necessità di formare anche le giovani di buona famiglia, affinché potessero un giorno diventare fermento cristiano nelle classi dirigenti. In un’epoca segnata da rigide divisioni sociali, cercò di avvicinare in modo spontaneo le fanciulle benestanti a quelle meno fortunate, affinché si aiutassero a vicenda. Trovata una sede più ampia presso Santa Maria Maggiore, vi aprì una scuola. In seguito si trasferì a Sant’Onofrio, dove Papa Pio IX le aveva affidato l’incarico di riformare la casa di accoglienza lì esistente.